
Carmine Catalano
Docente di danza contemporanea
Carmine Catalano è un danzatore e insegnante, il cui percorso artistico nasce a Napoli, dove si avvicina alla danza classica e moderna all’età di nove anni presso la scuola Free Style Dance, diretta da Alfonsina Oppio. Fin da subito mostra una spiccata predisposizione per il movimento, una sensibilità particolare e un forte senso della disciplina, che lo porteranno, qualche anno più tardi, a intraprendere un percorso di formazione professionale. Nel 2012, durante uno stage estivo presso l’Ateneo della Danza, sotto la direzione artistica di Marco Batti, partecipa a un’audizione che si rivela decisiva: ottiene infatti una borsa di studio completa per frequentare la scuola. Da quel momento, il suo cammino si arricchisce di esperienze, incontri e studi che lo portano a confrontarsi con diverse tecniche e stili della danza contemporanea. Partecipa a numerosi stage internazionali e progetti, tra cui il progetto formativo Contemporaneamente, sotto la guida di Marco Batti e Alessio Barbarossa, figura che diventerà per lui un riferimento importante anche negli anni successivi.
Si diploma presso l’Ateneo della Danza come ballerino professionista, conseguendo una certificazione riconosciuta dalla Regione Toscana e dall’American Ballet Theatre. Durante questo periodo viene selezionato per danzare nel balletto Lo Schiaccianoci insieme alla compagnia del Balletto di Siena, segnando uno dei suoi primi debutti professionali.
Carmine inizia così una carriera artistica che lo porta a collaborare con alcune delle realtà più importanti della danza italiana. Lavora con la compagnia Opus Ballet, sotto la direzione di Rosanna Brocanello, partecipando alle produzioni di Loris Petrillo. Nel 2018 entra a far parte del Nuovo Balletto di Toscana, diretto da Cristina Bozzolini, prendendo parte alla produzione Pulcinella di Arianna Benedetti.
La sua esperienza si arricchisce ulteriormente con la partecipazione al Progetto Azione, che lo vede coinvolto in performance e creazioni istantanee accanto a coreografi e compagnie di spicco del panorama contemporaneo toscano, come Aldes, Compagnia Simona Bucci, Company Blu, Kinkaleri, MK, Le Supplici e Sosta Palmizi.
Nel corso della sua carriera ha calcato alcuni dei palcoscenici più importanti in Italia, danzando in contesti operistici di grande rilievo. Interprete in Aida (di Giuseppe Verdi) al Teatro La Fenice di Venezia, con coreografie di Giovanni Di Cicco, e Fernando Cortez (di Gaspare Spontini) al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, con la regia di Cecilia Ligorio e le coreografie di Alessio Maria Romano. Partecipa anche alla produzione di Cenerentola, con le coreografie di Jiří Bubeníček, e a Die Fledermaus (di Strauss), diretta da Zubin Mehta con la regia e coreografie di Josef Ernst Köpplinger. Accanto all’attività performativa, Carmine prende parte a progetti innovativi e digitali come Inner Ballad, una produzione online con la regia di Cecilia Lentini e coreografie di Roberto Doveri. Collabora inoltre a progetti videografici e videoclip musicali, tra cui Aurora e Il Cambiamento del cantautore Giovanni Caccamo.
Nel 2021 è interprete nella produzione Bayadère – Il regno delle Ombre firmata da Michele Di Stefano, vincitrice del Premio Danza&Danza, presentata anche al festival NID Platform nel 2022 e portata in tournée nazionale e internazionale.
Nello stesso anno collabora e crea con Matilde di Ciolo e Matteo Capetola Between, andato in scena al Festival Nutida e Florence Dance Festival. Danza in altre produzioni come Mari Compulsi di Antonio Collandrea, 4/4, I(N)TERACTION – LIVE, e Pierino e il Lupo, spettacolo rivolto alle scuole, curato da Niccolò Poggini e Beatrice Ciattini.
Tra le esperienze recenti più significative si segnala la partecipazione alla produzione Quartour pour la fin du temps (di Olivier Messiaen) al Teatro Regio di Parma, con le coreografie di Mario Bermudez Gil, e alla performance per il lancio della collezione Cartier – Le Voyage Recommercé, nel suggestivo scenario di Palazzo Vecchio a Firenze. Collabora inoltre come danzatore con JSH Produktions e con il coreografo Rubén Albelda Giner.
Nel 2023 prende parte al progetto Confini, in collaborazione con diverse scuole superiori dell’area fiorentina — IIS Sassetti Peruzzi, Liceo Artistico di Porta Romana, Liceo di Sesto Fiorentino — insieme al Nuovo Balletto di Toscana, a Stazione Utopia e al Comune di Scandicci.
Il progetto, rivolto a persone con disabilità, ha rappresentato un’esperienza di danza inclusiva, incentrata sulla relazione, l’ascolto e l’espressione individuale attraverso il movimento.
Nel 2024 crea insieme ad Aldo Nolli lo spettacolo Baldanza, realizzato in collaborazione con Stazione Utopia per Gate the Floor, nell’ambito del Festival Nutida.
Nell’ottobre 2024 debutta con The Red Shoes di Philippe Kratz al Teatro Sociale di Trento.
Parallelamente alla carriera di danzatore, Carmine ha sempre coltivato una forte vocazione per l’insegnamento. Negli anni ha collaborato come docente ospite con diverse scuole italiane, tra cui il Centro di Formazione Art Dance di Kelly Grassia, la scuola Free Style Dance di Alfonsina Oppio, Bigdance School di Gianni Chiapperini e Gianita Bigazzi, A.S.D. Nijnsky di Virginia Villani, il Florence Dance Center di Marga Nativo, 51% Danza di Cristina Fiorini, Art&danza Arabesque di Rachele Balzano e Artedanza di Arianna Battini.
Dal 2021 è docente stabile di danza contemporanea presso la prestigiosa Scuola del Balletto di Toscana di Cristina Bozzolini, dove segue gli allievi in formazione professionale. Nel 2023 e 2024 conduce workshop internazionali presso la National Foundation of Dance di Belgrado. Dal 2024 entra a far parte anche del corpo docenti della MaxBalletAcademy, diretta da Massimiliano Terranova e Gianluca Daziano.
Nel 2025 viene chiamato a far parte delle giurie di diversi concorsi nazionali, tra cui il National Dance Competition promosso dallo CSEN, Danza in Fiera a Firenze e il concorso Toscana OPES Danza presso il Teatro Aurora.
Il lavoro artistico e pedagogico di Carmine Catalano si fonda su una solida base tecnica che spazia dal release technique al floor work, dal flying low all’improvvisazione e al contact, ma si arricchisce costantemente di una profonda ricerca personale.
Il suo approccio alla danza è genuino e in continua evoluzione, ponendo grande attenzione alla qualità del movimento, all’ascolto del corpo, all’utilizzo espressivo del gesto e alla presenza scenica.