Scopri il metodo Cristina Bozzolini

3+2 = SUCCESSO

Metodo Cristina Bozzolini | I millennials, sono un gruppo di persone nate più o meno dal 1984 in poi. Sono narcisisti, egoisti, dispersivi, pigri. Pensano che gli sia tutto dovuto e fanno confondere i loro superiori. Quello che sta succedendo è che sono i capi a chiedere ai Millennials “cosa volete” e loro rispondono “Vogliamo lavorare in un ambiente che abbia uno scopo”. Giusto. “Vogliamo lasciare il segno”, qualsiasi cosa significhi.
Ma per qualche ragione non sono comunque felici e questo accade perché manca un pezzo. Da quel che ho capito lo posso suddividere in quattro caratteristiche. La prima sono i genitori, l’altra è la tecnologia, la terza è l’impazienza e la quarta è l’ambiente.

Una generazione che ci sta rimettendo

Dalle generazioni che definiamo Millennials troppi di loro sono cresciuti sotto l’effetto di, in parole non mie, strategie fallimentari di educazione famigliare. Per esempio, è sempre stato detto loro che erano speciali, che potevano avere tutto quello che volevano dalla vita solo perché lo volevano. Alcuni sono entrati in classi avanzate non perché se lo meritassero ma perché i genitori si erano lamentati e alcuni hanno avuto voti alti non perché se li meritassero ma perché gli insegnanti non volevano rogne dai genitori.

Ad alcuni hanno dato medaglie di partecipazione, una medaglia per essere arrivato ultimo… La scienza su questo è chiara, è uno svalutamento della medaglia e dei riconoscimenti di chi lavora dura e fa sentire in imbarazzo chi arriva ultimo perché sanno che non se la sono meritata, quindi si sentono peggio.

Prendi questo gruppo di persone, finiscono di studiare, trovano un lavoro e sono gettati nel mondo reale e in un istante scoprono che non sono speciali, che la mamma non gli può fare una promozione, che se arrivi ultimo non ti danno niente e tra l’altro non ottieni qualcosa solo perché lo vuoi. E in un attimo l’idea che hanno di se stessi va in frantumi. Quindi abbiamo una generazione che cresce con livelli di autostima più bassi delle altre.

Ho percepito questo cambiamento intorno al 2006 e ho subito capito che dovevo cambiare qualcosa, dovevo far capire ai miei ragazzi che la vita purtroppo va sudata e che tutte le soddisfazioni arrivano prima o poi, ma mai se nelle cose non ci metti dedizione. Per anni sono passata come quella troppo rigida con gli allievi, come la scuola invalicabile colma di pregiudizi e strane congetture.

Come salvarli

La verità è che nel frattempo, mentre io sperimentavo un nuovo metodo che avrebbe permesso ai miei allievi di crescere in modo esponenziale nel giro di pochi anni, le altre scuole aprivano le porte del lavoro agli allievi, scaraventandoli in un mondo che aimè non era il loro, che non conoscevano. Risultato di chi nasce depresso e viene inserito male in un panorama che non gli appartiene? Crisi di panico, ulteriore depressione, anoressia, cambio di professione e chi più ne ha più ne metta. Questo dopo aver investito soldi e tempo per una vita dietro la danza. E’ inaccettabile.

Per questo ho deciso di dare inizio a questo lungo percorso, un processo fatto di prove su prove. Avevo bisogno di creare insieme ai miei docenti un percorso formativo che permettesse ai ragazzi di provare con le loro mani cosa volesse dire “lavorare in compagnia come professionisti” in una struttura professionale . Ecco da dove è nato il famoso JUNIOR BDT.

Per me lo junior era uno scopo, un tirocinio retribuito che avrebbe messo i migliori allievi su i palchi più importanti d’Italia. Un connubio che avrebbe dato vita alle aspettative di chi ogni mattina si svegliava dicendo “voglio diventare un ballerino professionista”.

Ed è esattamente quello che è successo. Ad oggi, parte dei migliori ballerini sono nati esattamente tra queste mura.

Se vi state chiedendo cosa ho elaborato in quasi 20 anni della mia professione la risposta è semplice. Così semplice che riguardandola mi chiedo come possa averci messo così tanto a trovarla. Ma sapete bene che le cose migliori nascono pian piano e talvolta sono le più semplice da capire.

Il metodo Cristina Bozzolini

Metodo Cristina Bozzolini – Ho sviluppato un percorso formativo veloce che permette a chi vuole fare della danza una professione, l’accesso a una vasta equipe di insegnanti suddivisi per fasi.
Il percorso dura 5 anni. Si tratta di 3 anni di formazione professionale, la dove gli allievi incontreranno tutte le fasi riguardanti l’accrescimento tecnico e bagaglio storico/artistico della danza e 2 anni di Specializzazione improntati sulla crescita personale, quella che permette agli allievi di uscire dalla scuola sapendo cosa incontreranno.